Grazie Emanuele per averci dedicato del tempo per rispondere alle nostre domande. Emanuele è un imprenditore a Malaga ed in questa intervista ci spiega qual è stato il suo percorso lavorativo che lo ha portato ad aprire una propria attività in questa meravigliosa zona della Spagna: la Costa del Sol. 

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Intervista ad Emanuele, un imprenditore a Malaga

Di dove sei e quanti anni hai?

Sono di Tivoli, vicino Roma, e ho 42 anni.

Quando e perché ti sei trasferito a Malaga?

Direi per caso. Mi sono trasferito nel 2012, lavoravo come ingenere e fui assunto in Ericsson qui a Malaga.

Di che cosa ti occupi?

La mia principale è Innovation Campus, una azienda che gestisce spazi di coworking ed offre consulenza per impreditori e startus/piccole imprese.

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Da dove è arrivata l’idea di aprire un tuo business?

Io sono uno di quelli che ha fatto la “pazzia” di lasciare il posto fisso per creare una sua impresa.

Ho visto Malaga in pochi anni crescere in maniera incredibile, e diventare sempre più attrattiva non solo per i turisti, ma anche per imprese ed imprenditori che da tutto il mondo venivano qui a creare la loro attività.

E mancava un posto che potesse dare a queste persone l’oppotunità di lavorare insieme e sviluppare nuovi progetti, in un ambiente allo stesso tempo piacevole e professionale. E cosí ho deciso di crearlo.

 

Come sono state le procedure e la burocrazia? Hai riscontrato difficoltà nell’aprire la tua attività? Ti sei affidato a qualche esperto della zona?

La burocrazia spagnola non è semplicissima, ma nel mio caso è stato tutto abbastanza tranquillo.

Dato che vivevo giá qui da alcuni anni mi sono affidato a consulenti della zona.

Come sono le tasse rispetto all’Italia?

Le tasse sono in generale in linea con quelle italiane. Peró i costi di gestione dell’impresa sono piú bassi, specialmente in fase di avvio. Ed a livello regionale ci sono aiuti interessanti per chi comincia.

Il co-working ti da molte soddisfazioni?

Si, molte. Mi permette di essere in contatto costante con imprenditori di tutto il mondo, dai quali trarre ispirazione. Oltre ovviamente al crearmi un grande network professionale, e nuove amicizie.

Dopo quanto tempo hai iniziato a trarne profitto?

Abbiamo raggiunto il break-even dopo meno di 2 anni di attività, quando abbiamo poi aperto il secondo centro.

Gestisci tutto da solo o hai dei soci, o li stai cercando per ampliare il tuo business?

Sono socio unico dell’impresa, con alcuni dipendenti.

Nonostante il momento particolare abbiamo buone prospettive di crescita, ed un piano di ampliamento sia a livello locale che internazionale, anche in Italia.
Sono aperto ad un ingresso di soci (attivi o investitori) che possa velocizzare il processo di crescita ed espansione.

Stiamo anche per lanciare un progetto di franchising per mettere la nostra conoscienza a disposizione di coloro che vogliano entrare nel business del coworking.

Grazie al nostro know-how ed al nostro network, possiamo garantire tempi di avvio dell’attività molto rapidi.

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Quali sono i tuoi obiettivi?

Arrivare ad avere, entro un paio di anni, una decina di spazi di coworking nel network di i-Campus.

Ti sei pentito di aver aperto un’attività a Malaga o lo rifaresti?

Non mi sono pentito, ma ammetto che a volte ho pensato “chi me l’ha fatto fare!”. Lavorare con gli andalusi è tutt’altro che semplice, e non brillano certo per velocità ed efficienza.

Ti manca l’Italia?

L’Italia ha una ricchezza che pochi altri paesi al mondo possono vantare, ed io per motivi sia familiari che di lavoro ci torno spessissimo, quindi non me la faccio mancare.

In questo brutto periodo pensi che ci siano opportunità per chi desidera aprire un’attività? Se si in che settore?

Non è certo un periodo che ispira investimenti, soprattutto a causa dell’incertezza sulla durata della crisi attuale. Peró è anche vero che in ogni crisi ci sono delle opportunità.

É difficile individuare un settore specifico, si tratta soprattutto di nicchie. Si stanno sviluppando enormemente tutti i servizi online, e ci sarà un forte impulso delle energie alternative e della mobilità sostenibile (scooter e bici elettrici etc.). A livello di investimento, qui a Malaga ci si può aspettare una discesa del mercato immobiliario (chi peró si aspettava un crollo veloce è rimasto deluso, al momento c’è stata solo un leggera flessione), ed ovviamente molte opportunità di acquisto delle tante attività commerciali che non stanno sopravvivendo alla crisi.

Quali sono i consigli che daresti ai tuoi lettori che vorrebbero aprire un proprio business nella Costa del Sol?

Di evitare il “fai da te”, a meno di non avere una forte competenza nel campo in cui si apre. Oggi competere sul mercato, per qualsiasi attività, è complesso. Non basta essere un grande cuoco per avere un ristorante di successo. Sono importantissimi il marketing, prima e dopo l’aperura, la presenza costante e professionale sulle reti sociali, ed una buona gestione delle spese. Specialemente se non si conosce bene il posto, sono fondamentali prima di iniziare una buona analisi delle migliori zone/vie dove aprire, a volte un’analisi di mercato, ed un’accurata pianificazione dei costi iniziali. Meglio iniziare spendendo qualcosa in piú, ma poi avere molte più probabilità di successo.

Noi italiani siamo un po’ arroganti, pensiamo di saper fare tutto bene e di non aver bisogno di aiuto. Ma io ho visto in questi anni decine di connazionali investire la loro fatica ed i loro risparmi in progetti (specialmente nella ristorazione) che sono falliti in breve termine, e questa è una cosa che, da imprenditore, non auguro a nessuno.

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